La nostra missione

Mission

Coltiviamo ortaggi di stagione, microgreens e fiori eduli a Pianezza seguendo i ritmi naturali del terreno, senza pesticidi né fertilizzanti di sintesi.

Il nostro obiettivo è dimostrare che un modello di agricoltura che nutre il suolo, prima ancora del raccolto, produce cibo migliore in modo continuativo. L'humus prodotto dai nostri lombrichi è la prova concreta di questo metodo: un suolo vivo dà origine a raccolti più sani, oggi e negli anni a venire.

Le radici del metodo

Storia dell'agricoltura biologica

Prima della diffusione della chimica di sintesi, a metà del Novecento, l'agricoltura si basava per necessità sulla rotazione delle colture e sulla sostanza organica. Nel 1924 Rudolf Steiner tenne a Koberwitz una serie di conferenze che posero le basi dell'agricoltura biodinamica.

Negli anni Quaranta, Albert Howard con il suo testo An Agricultural Testament e successivamente J.I. Rodale negli Stati Uniti definirono i principi di quella che oggi riconosciamo come agricoltura biologica moderna. In Italia il settore si è strutturato a partire dagli anni Ottanta, con la nascita delle prime associazioni di agricoltori biologici, ed è stato regolamentato a livello europeo a partire dal 1991.

Il metodo

Come lavoriamo

Suolo vivo

L'humus prodotto dai nostri lombrichi è sostanza organica stabilizzata, ricca di microrganismi utili. Nutre il terreno e ne migliora la struttura e la capacità di trattenere acqua. Un fertilizzante di sintesi nutre la pianta ma non il suolo, che nel tempo perde sostanza organica e vita microbica.

Il processo

Raccogliamo gli scarti organici e i residui di coltivazione della nostra azienda. Una colonia di Eisenia fetida li trasforma in humus stabile nell'arco di tre-sei mesi. L'humus maturo torna nei nostri campi e chiude il ciclo, nutrendo la stagione successiva.

Cosa significa biologico

La definizione di agricoltura biologica non è un'etichetta commerciale: è stabilita dal Regolamento UE 2018/848, che vieta l'uso di organismi geneticamente modificati e di input di sintesi, impone controlli annuali da parte di un organismo di certificazione accreditato e richiede la tracciabilità completa della filiera.